Il Cheratocono. Cos’è e come correggerlo.
Cos’è il cheratocono?
Il cheratocono, il cheratoglobo, la degenerazione marginale pellucida sono delle rare (1 caso ogni 2000 soggetti) ma gravi anomalie corneali che causano un progressivo calo visivo.
Queste patologie modificano la morfologia della cornea, il primo strato del nostro occhio deputato al passaggio della luce. Come si può vedere delle seguenti immagini in un occhio normale la luce che raggiunge il nostro occhio viene focalizzata tutta nello stesso punto della retina e verrà elaborata del nostro cervello con una forma nitida e precisa.
Nei soggetti cheratoconici la deformazione della cornea non permetta alle immagini di focalizzarsi correttamente sulla retina causando così aberrazioni di alto ordine come il coma. Queste aberrazioni si traducono in un calo del visus, in distorsioni della visione ed in un aumento della sensibilità verso riflessi e luci.
Fig.1 Confronto tra la focalizzazione in un occhio normale a sinistra ed in occhio con cheratocono a destra
Classificazione del cheratocono
Il cheratocono può essere classificato secondo diversi parametri, a seconda della posizione, della morfologia, della curvatura corneale, dello spessore corneale.
Iniziale Il cheratocono lieve è caratterizzato da una topografia per la quale ogni punto della mappa è inferiore alle 45 diottrie. Il cono può essere posizionato in qualsiasi parte dell’occhio, anche se è prevalentemente presente nella parte inferiore, leggermente spostato verso la parte nasale.
IntermedioIl cheratocono moderato è caratterizzato da un contorno che si aggira intorno alle 55 diottrie o più. Permangono però delle gradazioni che rappresentano una differenza tra i vari livelli del cono.
Avanzato
Nel caso del cheratocono avanzato tutto il contorno è superiore alle 55 diottrie. A differenza dell’intermedio, il KC avanzato non ha più differenze di livelli del cono, avendo una colorazione più omogenea che sta ad indicare un innalzamento complessivo.

Classificazione del cheratocono in base alla forma ed alla posizione. Da notare che la posizione del cheratocono influisce molto sulla visione, un cheratocono centrale causerà disturbi maggiori rispetto ad un cheratocono decentrato inferiormente.
Come si corregge il cheratocono?
Occhiali
Solitamente si riesce a raggiungere un buon visus (8-10 / 10)tramite l’ utilizzo di occhiali solo in soggetti con un cheratocono iniziale. Con l’ avanzamento del cheratocono infatti vi è un aumento delle aberrazioni di alto ordine non correggibili con lenti oftalmiche; per tale motivo l’ unica soluzione per raggiungere un buon visus è il passaggio alle lenti a contatto.
Lenti a contatto Rigide Gas Permeabili per cheratocono (RGP)
Storicamente la correzione del cheratocono è sempre stata effettuate tramite l’ applicazione di lenti rigide, o semirigide (RGP). La lente a contatto semirigida permetti infatti di correggere, almeno in parte, le aberrazioni di alto ordine e di raggiungere così un buon visus.
La filosofia applicativa seguita nel nostro centro è quella del “risparmio apicale”: questa tecnica consiste nell’ applicare una lente che dia spazio al liquido lacrimale di posizionarsi tra la lente ed il cheratocono così da aumentare il comfort e ridurre il rischio di abrasioni e staining corneale. Diversi studi scientifici hanno inoltre dimostrato che, a contrario di come si pensava una volta, l’ applicazione di lenti a contatto RGP che comprimono il cheratocono, oltre a peggiorare il comfort, non hanno un effetto nel rallentamento del cheratocono stesso.
Anche la scelta del materiale della lente a contatto è un fattore chiave per il successo di una applicazione, materiali come il PMMA non sono in grado di fornire alla cornea un adeguato apporto di Ossigeno, fattore essenziale per la salute della stessa. Per tale motivo l’ Ottica Olent utilizza solo materiali di ultima generazione ad alta trasmissibilità dell’ ossigeno, quali Boston XO, XO2 .
Un passo avanti nella correzione del cheratocono tramite lenti RGP è stato effettuato da Paul Rose. Questo optometrista neo zelandese ha sviluppato un avanzato sistema di correzione del cheratocono, post graft e irregolarità corneali: la lente Rose K2. Grazie all’ introduzione della più recente tecnologia asferica e grazie ad un preciso controllo della curvatura della lente questa lente a contatto RGP, con approvazione dell’ Americana FDA, fornisce una eccellente ottica ad aberrazione controllata, nonché un incremento del comfort e della tollerabilità.
Il Prof. Riccardo Olent, sempre attento alla ricerca ed alle innovazioni, applica con successo ormai da diversi anni le lenti Rose K2 per cheratocono.
Lenti a contatto Ibride per cheratocono
Nonostante lo sviluppo di nuovi materiali e di nuove geometrie l’ applicazione di lenti a contatto RGP non ha successo in tutti i casi poiché, anche se si riesce a raggiungere un buon visus, lo scarso comfort non permette di tenere le lenti ad esempio per un intera giornata lavorativa. La cornea è infatti il tessuto del nostro corpo con la maggior sensibilità, a causa del passaggio nei suoi strati del nervo trigemino.
Le lenti a contatto ibride nascono quindi dalla necessità di garantire un buon comfort al paziente, senza sacrificare la qualità ottica che solo la lente rigida puà garantire. Le lenti ibride sono infatti progettate come una lente rigida al centro, mentre in periferia viene “collegata” ad una lente morbida che andrà ad appoggiare sulla sclera. Con queste lente si può quindi garantire il comfort di una lente morbida con la qualità ottica di una lente rigida.
L’ ultima generazione di lenti ibride è rappresentata dalle lenti americane synergeyes. Uno studio recente su 54 pazienti con irregolarità corneali ha mostrato, oltre ad un miglioramento del visus rispetto all’ occhiale, un aumento del comfort rispetto alla lente rigida nell’ 80% dei casi.
Lenti a contatto morbide in Silicone Hidrogel per cheratocono e irregolarità corneali
Grazie all’ introduzione di nuovi materiali 4 – 5 volte più permeabili all’ ossigeno delle tradizionali lenti in Hidrogel, oggi utilizzando l’innovativo Definitive in Silicone Hidrogel (SiHi) è possibile progettare lenti a contatto su misura per il cheratocono, degenerazione marginale pellucida e per le altre irregolarità corneali residui da trapianto o chirurgia corneale Cross Linking. Rispetto alle lenti a contatto morbide in Hidrogel questo nuovo materiale contiene anche silicone e grazie all’utilizzo dell’aberrometria associata alla topografia corneale possiamo applicare lenti morbide SiHi con una particolare geometria capace di correggere gran parte dei difetti ottici.
Questo tipo di lente è particolarmente adatta nelle degenerazioni marginali pellucide e nei cheratoconi di 1°, 2° e 3° stadio o a pazienti con cornee irregolari in seguito a trapianti corneali e Cross Linking; consente di ottenere un visus simile a quello che si potrebbe ottenere con una lente a contatto rigida ma con l’ elevato comfort ottenibile solo da una lente morbida.
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